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Io
sono Ciccio,
Suono il basso nella band.
Nei pub do il meglio di me, quindi vi
invito a seguirci attraverso il nostro
.
Avete mai sentito parlare di Giacomo
Marrone ??? Viene chiamato “Soul
Brother Number One”, ma anche gli interpreti di funk e
rhythm& blues devono eterna gratitudine al personaggio. James
Brown nasce a Barnwell, South Carolina, Stati Uniti il 3 maggio 1928
oppure 1929 oppure, come ha dichiarato lo stesso artista (ciò
nonostante non è dimostrabile), nel 1933. Cresce nella povertà del
Sud rurale degli States raccogliendo cotone, lucidando le scarpe
agli angoli delle strade, danzando per qualche spicciolo nelle vie
di Augusta (Georgia). Condannato per rapina a mano armata, ancora
sedicenne trascorre 3 anni in riformatorio. Sotto la guida del
cantante gospel Bobby Byrd, si alterna nei primi anni ’50 tra
musica, l’attività di pugile e di lanciatore di baseball. Insieme
fondano il gruppo The Flames, passando dal gospel al rhythm&
blues, e nel 1956 portano in classifica il singolo Please
Please Please, ripetendo il successo due anni dopo con Try Me,
un brano rhythm& blues a nome James Brown & the Famous Flames.
Fortemente influenzato dalla musica dei suoi idoli Roy Brown, Hank
Ballard, Little Richard e Ray Charles , nei primi anni
anni ’60 mette in scena una sorta di carovana itinerante (la James
Brown Revue) in cui scenografia, spettacolari coreografie e
pantomime arricchiscono uno show variopinto imperniato su un
rhythm& blues sempre più tagliente e sincopato. Tra il 1960 e il
1962 inanella una serie di singoli di successo (I’ll Go Crazy,
Good Good Lovin’, Think, I Don’t Mind, lo
strumentale Night Train) che gli fruttano i soprannomi di
“Mr. Dynamite” e “The Godfather of Soul”.Nel 1980 appare in
una memorabile sequenza del film The Blues Brothers di John
Landis nel ruolo di un predicatore-funky. Durante la decade,
l’avvento della musica rap e delle nuove generazioni di
gruppi funk che attingono a piene mani dalla sua lezione e
dal suo repertorio (numerosissimi i campionamenti di suoi brani)
riportano in auge il nome di James Brown, finalmente salutato anche
da meritati riconoscimenti della critica specializzata. Una
collaborazione con il disc-jockey e produttore Afrika Bambaataa
(Unity) prelude al ritorno ai vertici delle classifiche con
Living In America (1986), brano inserito nella colonna sonora
del quarto episodio della saga cinematografica di Rocky.
Sull’onda di questa rinascita Brown pubblica qualche album di
discreto successo (come Gravity, del 1986, con ospiti quali
Alison Moyet e Steve Winwood), ma in breve anche le nuove
generazioni si accorgono che il meglio della sua sterminata
produzione è legato al passato. Nel 1988 la sua tormentata vita
privata arriva al tracollo quando viene accusato dalla quarta moglie
Adrienne di molestie e percosse: viene condannato a 6 anni di
reclusione per aver minacciato delle persone con una pistola e aver
poi resistito all’arresto. Prima liberato e poi nuovamente
incarcerato per altri reati, la sua vicenda giudiziaria non è ancora
conclusa. |